Capire il vino senza studiarlo

Cosa vogliono dire i voti, le sigle in etichetta e le parole che leggi nelle schede. Tutto quello che serve per scegliere una bottiglia, niente di più.

I voti: cosa valgono davvero

Quasi tutti i critici usano una scala fino a 100, ma in pratica si parte da 80. Un vino con 85 non è «da sei e mezzo»: è un vino buono. La differenza vera si gioca in pochi punti.

Sotto gli 85 punti i negozi di solito non mostrano il voto. Per questo vedi quasi solo numeri da 88 in su: non è che tutti i vini siano ottimi, è che gli altri voti non vengono pubblicati.

Chi dà i voti in centesimi

Sigla che leggiChi èCome leggerlo
James SucklingCritico americano, assaggia moltissimi vini italianiTende a essere generoso: un suo 90 è un buon vino, non un fuoriclasse. Da 93 in su inizia a contare.
Wine SpectatorRivista americana, tra le più lette al mondoPiù severa della media. Un 90 qui pesa parecchio.
Robert ParkerThe Wine Advocate, la pubblicazione fondata da ParkerStoricamente il voto più influente sui prezzi. Premia spesso i vini potenti.
Antonio GalloniFondatore di Vinous, grande esperto di vini italianiVoti prudenti e affidabili. Lo trovi anche sotto il nome Vinous.
FalstaffRivista di lingua tedescaAbbastanza generosa, assaggia molti vini del Nord Italia.
VeronelliGuida italiana storicaVoti in centesimi, di solito misurati.
Decanter, Wine EnthusiastRiviste inglese e americanaLe trovi citate nelle nostre verifiche. Scala e significato come sopra.
Luca MaroniCritico italiano con un metodo tutto suoScala fino a 99. Premia i vini molto fruttati e morbidi: i suoi voti sono spesso più alti degli altri e non si confrontano con il resto.

Le guide italiane con i simboli

Tre guide italiane non usano i numeri ma dei simboli. Sul sito li convertiamo in centesimi per poterli confrontare: è una nostra stima, non un dato ufficiale.

GuidaSimboloCosa vuol direPer noi vale
Gambero Rosso
bicchieri, da 1 a 3
1/3Vino buono nella sua categoria85
2/3Molto buono89
3/3I famosi «Tre Bicchieri»: tra i migliori d'Italia quell'anno94
Vitae AIS
viti, da 1 a 4
(Associazione Italiana Sommelier)
3/4Vino di ottimo livello90
4/4Il massimo: eccellenza94
Bibenda
grappoli, da 1 a 5
(Fondazione Italiana Sommelier)
4/5Vino di grande livello90
5/5Il massimo: eccellenza95

Il voto di chi l'ha bevuto

Accanto ai critici trovi un voto da 1 a 5: è la media dei giudizi lasciati su Vivino, un'app usata da milioni di persone per segnare i vini che bevono. Non sono esperti, e proprio per questo è utile: dice se la bottiglia piace a chi la compra.

Voto su 5Come leggerlo
fino a 3,5Corretto, senza entusiasmo
3,6–3,8Buono: la maggior parte dei vini sotto i 15 € sta qui
3,9–4,1Molto buono: piace a quasi tutti
da 4,2Eccellente, raro in questa fascia di prezzo

Tre avvertenze: il voto mescola spesso più annate, i vini più cari tendono a prendere voti più alti, e con pochi voti basta un giudizio per spostare la media. Per questo sul sito lo facciamo contare solo quando si basa su almeno 50 voti.

Cinque cose da ricordare davanti a un voto
  • Vale per quell'annata. Un 94 al 2020 non dice nulla del 2023. Nelle schede lo segnaliamo quando il voto è di un altro anno.
  • Il voto del negozio è di parte. Chi vende la bottiglia ha interesse a darle un bel numero. Per questo sul sito pesa la metà.
  • Un solo critico può sbagliare. Due o tre voti simili da fonti diverse valgono molto più di un 95 isolato. È quello che controlla la voce «Cosa dicono le altre fonti».
  • Il voto misura la qualità, non il tuo gusto. Un Barolo da 95 può non piacerti affatto se ami i vini morbidi. Guarda prima lo stile, poi il voto.
  • Due punti di differenza contano poco. Tra 90 e 92 spesso c'è solo il gusto di chi ha assaggiato.

Le parole: cosa senti nel bicchiere

I critici usano un loro vocabolario. Ecco le parole più comuni, tradotte in sensazioni che conosci già.

Quello che senti in bocca

Tannico
Ti asciuga la bocca e lascia la lingua un po' ruvida. I tannini vengono dalle bucce e dai semi dell'uva, e si trovano quasi solo nei rossi.Come un tè nero lasciato troppo in infusione, o un caco non maturo.
Frescoo «di buona acidità»
Ha una punta acidula che fa salivare e invoglia a bere ancora. Non c'entra la temperatura.Come una mela verde o una spremuta di limone allungata.
Sapido
Lascia una sensazione leggermente salata. È un pregio, soprattutto nei bianchi.Come l'acqua di cottura della pasta appena salata.
Minerale
La parola più discussa. Indica profumi e sapori che non ricordano né frutta né fiori: pietra, gesso, a volte un cenno di fumo.L'odore dei sassi bagnati dopo un temporale.
Morbido
Scivola liscio, senza spigoli: poco acido e poco ruvido. È lo stile più facile per chi inizia.Come uno yogurt intero rispetto a uno magro.
Corposoo «strutturato», «di corpo»
Denso, intenso, riempie la bocca. Di solito ha più alcol e va bevuto mangiando.La differenza tra latte intero e latte scremato.
Caldo
Si sente l'alcol: un leggero bruciore in gola. Capita con i vini da 14 gradi in su.Il calore che lascia un sorso di liquore, ma molto più lieve.
Secco
Semplicemente non dolce. Quasi tutti i vini da pasto sono secchi, anche quando profumano di frutta matura.
Abboccato, amabile
Leggermente dolce (abboccato) o chiaramente dolce (amabile). Li trovi in alcuni Lambrusco e in certi bianchi.
Persistenteo «lungo»
Il sapore resta in bocca per molti secondi dopo aver deglutito. È uno dei segni più affidabili di un vino di qualità.
Equilibrato
Nessuna sensazione copre le altre: né troppo acido, né troppo ruvido, né troppo alcolico.

Quello che senti al naso

Sentorio «note», «profumi»
Gli odori che il vino ricorda. Nel vino non c'è frutta aggiunta: sono somiglianze, come quando un formaggio «sa di nocciola».
Fruttato
Ricorda la frutta. Nei rossi di solito ciliegia, mora, prugna; nei bianchi mela, pera, pesca, agrumi.
Floreale
Ricorda i fiori: viola e rosa nei rossi, fiori bianchi e gelsomino nei bianchi.
Erbaceoo «vegetale»
Ricorda erba tagliata, peperone verde, foglia di pomodoro. Tipico del Sauvignon e del Cabernet.
Speziato
Ricorda pepe, chiodi di garofano, cannella o liquirizia. Spesso arriva dal legno della botte.
Balsamico
Una sensazione fresca e pungente, quasi da caramella.Menta, eucalipto, resina di pino.
Tostato
Ricorda caffè, cacao, pane tostato o vaniglia. È il segno del passaggio in botti piccole di legno.
Aromatico
Molto profumato già appena versato. Vale per poche uve: Moscato, Gewürztraminer, Malvasia, Zibibbo.
Crosta di paneo «lieviti»
Il profumo di panetteria tipico degli spumanti fatti con il metodo classico.

Come è stato fatto

Affinamento
Il periodo di riposo del vino prima della vendita, in acciaio, in legno o in bottiglia.
Acciaio
Il vino riposa in vasche di acciaio, che non danno sapore. Restano i profumi freschi dell'uva.
Barrique
Botte piccola da 225 litri. Dà al vino note di vaniglia e tostato e lo rende più rotondo.
Botte grande
Migliaia di litri: ammorbidisce il vino quasi senza dargli sapore di legno. È la tradizione di Barolo e Brunello.
Anfora
Grandi vasi di terracotta. Li usano soprattutto i piccoli produttori artigianali; il gusto può essere particolare.
Appassimento
L'uva viene fatta asciugare prima di essere pigiata, così il vino diventa più concentrato e alcolico. È il metodo dell'Amarone.
In purezzao «100%»
Fatto con una sola varietà di uva.
Vitigno
La varietà di uva: Sangiovese, Nebbiolo, Chardonnay. È quello che più decide il sapore del vino.
Biologico
Uve coltivate senza prodotti chimici di sintesi. Dice come si lavora in vigna, non garantisce che il vino sia più buono.

L'etichetta: le sigle che contano

Le sigle dicono da dove viene il vino e quali regole ha seguito. Non dicono se è buono: esistono IGT eccellenti e DOCG mediocri.

SiglaCosa vuol dire
DOCGDenominazione di Origine Controllata e Garantita. Le regole più strette su zona, uve e quantità, con un assaggio obbligatorio prima della vendita. Ha la fascetta numerata sul collo.
DOCDenominazione di Origine Controllata. Zona e regole definite, un po' meno rigide della DOCG.
IGT o IGPIndicazione Geografica. Zona più ampia e regole più libere. Molti grandi vini toscani sono IGT proprio per poter usare uve non previste dalle DOC.
DOPLa sigla europea che comprende DOC e DOCG. Stesso significato.

Le parole accanto al nome

Classico
Viene dalla zona storica, la più antica della denominazione. Chianti Classico e Chianti sono due vini diversi.
Superiore
Regole più strette del vino base: di solito un po' più di alcol e meno uva per ettaro. In genere è più pieno.
Riserva
Ha riposato più a lungo prima della vendita, spesso in legno. Più complesso e più caro, non sempre più facile.
Gran Selezione
Il livello più alto del Chianti Classico: solo uve dell'azienda e affinamento più lungo.
Annatao «millesimo»
L'anno della vendemmia. Per bianchi, rosati e rossi leggeri più è recente meglio è. I rossi importanti migliorano con qualche anno.
Vigna, cru
Le uve vengono da un singolo vigneto, di solito il migliore dell'azienda.
Contiene solfiti
Lo trovi su quasi tutte le bottiglie. I solfiti servono a conservare il vino e sono presenti in piccole quantità.
Gradies. 13,5%
La quantità di alcol. Sotto i 12 è un vino leggero, sopra i 14 è un vino potente.

Le bollicine: le parole che ingannano

Sugli spumanti la parola che indica la dolcezza trae in inganno: Extra Dry è più dolce del Brut, e Dry è ancora più dolce.

Pas Dosé si chiama anche Dosaggio Zero o Brut Nature. Se vuoi andare sul sicuro per un aperitivo scegli Brut; se preferisci un sorso più morbido, Extra Dry.

Metodo Classico
Le bollicine nascono dentro la bottiglia, con mesi o anni di riposo. Bollicina fine, profumo di crosta di pane. È il metodo di Champagne, Franciacorta e Trentodoc.
Metodo Charmato «Martinotti»
Le bollicine nascono in grandi vasche chiuse, in poche settimane. Vino più semplice, fresco e fruttato. È il metodo del Prosecco.
Millesimato
Fatto con uve di un solo anno, indicato in etichetta. Senza annata (a volte scritto NV) è un insieme di più vendemmie: è la norma, non un difetto.
Satèn
Solo in Franciacorta: uve bianche e meno pressione. Bollicina più delicata e cremosa.
Blanc de Blancs
Spumante bianco fatto solo con uve bianche, di solito Chardonnay. Più fine e agrumato.
Rosé
Spumante rosato, quasi sempre con Pinot Nero. Ricorda i piccoli frutti rossi.
Perlage
Le bollicine nel bicchiere. Più sono piccole e durano, meglio è.
Sui lieviti
Il tempo che lo spumante passa a contatto con i lieviti in bottiglia. Più mesi, più profumi di pane e pasticceria.
Frizzante
Bollicine più leggere di uno spumante, come in molti Lambrusco.

Come servirlo

La temperatura cambia il sapore più di quanto si pensi. Un rosso troppo caldo sa di alcol, un bianco gelato non sa di niente.

VinoTemperaturaIn pratica
Bollicine6–8 °CTre ore di frigorifero
Bianchi e rosati8–12 °CDue ore di frigorifero, fuori dieci minuti prima
Rossi leggeri14–16 °CMezz'ora di frigorifero, soprattutto d'estate
Rossi corposi16–18 °CTemperatura di cantina, non quella di una stanza riscaldata

Una bottiglia aperta e ritappata si conserva in frigorifero: due o tre giorni i bianchi e i rossi, uno gli spumanti.