Le quattro regole che bastano
- Leggero con leggero, forte con forteUn'insalata di mare vuole un bianco fresco, un brasato vuole un rosso corposo. Se uno dei due copre l'altro, l'abbinamento è sbagliato.
- Il grasso chiama freschezzaFritti, salumi e formaggi cremosi ungono la bocca. Bollicine e vini freschi la ripuliscono, come il limone sul fritto.
- Il dolce vuole un vino dolceCon la torta uno spumante secco diventa aspro. Servono Moscato, passiti o spumanti dolci.
- Stessa terra, stessa tavolaNel dubbio, scegli il vino della regione del piatto: Lambrusco con i tortellini, Vermentino con il pesce ligure. Funziona quasi sempre.
Gli errori più comuni
- Rosso importante con il pesce
- I rossi che asciugano la bocca lasciano con il pesce un sapore metallico. Se vuoi un rosso, sceglilo leggero e servilo fresco.
- Spumante secco con il dolce
- È l'abitudine più diffusa ai compleanni, ed è quella che funziona peggio. Il brut tienilo per l'aperitivo.
- Rosso potente con il piccante
- L'alcol accende il peperoncino. Meglio un bianco profumato o un rosato, serviti freddi.
- Bianco gelato, rosso caldo
- Il freddo eccessivo spegne i profumi, il caldo fa sentire solo l'alcol. Le temperature giuste sono nella guida.
- Il vino più caro per forza
- Un grande rosso su una pizza margherita è sprecato. Conta che vino e piatto abbiano la stessa «taglia».